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Chi è l’anestesista?

L’anestesista é un Medico Veterinario il cui compito è sorvegliare costantemente e continuamente il paziente durante tutto l’intervento chirurgico. Oltre a proteggere il paziente dal dolore durante l’operazione, è compito del Veterinario anestesista controllare e garantire tutte le funzioni vitali (regolarità del battito cardiaco, della pressione arteriosa, del respiro, dell’ossigenazione, della temperatura). Il Veterinario anestesista si prenderà cura del paziente anche dopo la fine dell’intervento, impostando la terapia del dolore sia per i pazienti che rimarranno ricoverati, sia per i pazienti dimessi.

Sedazione

La sedazione è una procedura anestesiologica che non abolisce completamente la coscienza del paziente e non comporta perdita dei riflessi protettivi provocando una condizione di rilassamento. Si ottiene mediante farmaci somministrati per via intramuscolare e/o endovenosa, generalmente a rapido effetto. E’ spesso utilizzata per procedure poco cruente e dalla durata limitata.

Anestesia generale

L’anestesia generale si ottiene somministrando per via endovenosa farmaci che aboliscono la coscienza e la percezione del dolore. Durante l’anestesia generale tutto il corpo e soprattutto il cervello è  addormentato ed il paziente non sente nulla nè ricorda nulla dell’operazione. L’anestesia vie-
ne comunemente mantenuta continuando ad infondere invena anestetici e/o analgesici, spesso associando un anestetico inalatorio somministrato direttamente nelle vie aeree attraverso un tracheotubo.

Anestesia loco-regionale

Con l’anestesia locoregionale solo una regione specifica del corpo viene anestetizzata: il dolore proveniente da essa viene bloccato e non arriva al cervello. Questo tipo di anestesia nei nostri animali coadiuva l’anestesia generale permettendoci di diminuire alcuni degli effetti collaterali più comuni della stessa; inoltre, dopo l’intervento, il sollievo dal dolore può durare diverse ore senza bisogno di ulteriori farmaci analgesici.

Anestesia subaracnoidea:
Detta anche anestesia spinale, viene eseguita iniettando, attraverso un ago dedicato o un catetere, una piccola dose di anestetico all’interno dello spazio subaracnoideo, dove c’è il liquido che circonda il midollo spinale e le emergenze dei nervi. Indicata per la chirurgia del treno posteriore, dell’addome, nella chirurgia genitourinaria e nel parto cesareo.

Anestesia peridurale:
Simile all’anestesia spinale, ma l’anestetico è iniettato fuori lo spazio subaracnoideo. L’anestetico può essere iniettato mediante aghi dedicati o attraverso un catetere posizionato nello spazio circostante il midollo spinale, all’interno del canale vertebrale. Indicata nella chirurgia dell’alto addome, del torace, del bacino e nelle ortopedie bilaterali del treno posteriore.

Anestesia dei nervi periferici:
L’anestetico locale viene iniettato direttamente intorno al nervo che porta la sensibilità alla zona da operare attraverso l’utilizzo di aghi stimolati in punta che, con l’ausilio di un elettroneurostimolatore, permettono di identificare con precisione il nervo da bloccare. Indicata soprattutto nella chirurgia degli arti. L’area circostante i tronchi nervosi può anche essere infiltrata direttamente, come nelle anestesie locali per la chirurgia odontostomatologica e maxillo-facciale.

Complicanze delle tecniche di anestesia

L’anestesia moderna è generalmente molto sicura, tuttavia tale pratica, come accade per tutte le discipline mediche, anche se attuata con diligenza, prudenza e perizia, non è esente da effetti collaterali e potenziali complicanze.
L’anestesia generale può associarsi a complicanze di varia entità: cardiocircolatorie (aritmie cardiache, alterazioni della pressione arteriosa), legate all’intubazione tracheale e all’impiego di ventilazione meccanica (broncospasmo, traumi alle vie aeree), metaboliche, neurologiche. L’incidenza delle complicanze può essere accresciuta da malattie concomitanti e dal tipo di intervento.
Le anestesie loco-regionali, in particolare i blocchi periferici, possono causare lesioni delle radici nervose, dei nervi periferici e variazioni, spesso transitorie, della sensibilità dell’area interessata.
L’anestesia spinale e quella peridurale possono causare calo della pressione arteriosa e riduzione della frequenza cardiaca. Concominanti infezioni o una tecnica eseguita in maniera non corretta possono portare alla formazione di ascessi, empiemi ed ematomi peridurali, meningiti, paresi e paralisi.